Segnalazione: “Crystallum – Sogni perduti”

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Titolo: Crystallum Sogni Perduti

Autore: Giovanni Cacioppo

Casa editrice: Autopubblicazione

Data uscita 20/10/2018

Numero pagine 420

Sinossi: 

A detta della signora Flint dovevano trovarsi un lavoretto estivo. E ufficialmente era proprio questa la loro intenzione.
Come se Aran e Cora avessero potuto anche solo immaginare di rubare una collana, coinvolgere il povero Fez e attraversare il continente. Tutto questo per assistere al più grande evento degli ultimi anni.
Ma loro avevano deciso di mettere la testa a posto, lo avevano detto chiaramente e soltanto i malpensanti avrebbero potuto supporre il contrario. I malpensanti… ed Elidana. Perché lei ha sempre qualcosa da ridire.

Un viaggio nato da un’idea e che proseguirà all’insegna di sogni e speranze, amicizia e amore. In un mondo che è tutto da scoprire per chi a quattordici anni ha deciso di voler cambiare la propria vita e conoscere il proprio passato.
Tra città futuristiche, antichi ducati e nobili guerrieri alla ricerca della luce, i cinque ragazzi di Lud scopriranno che ogni scelta per quanto insignificante, alla fine, ha sempre una conseguenza ed è qualcosa con cui bisogna fare i conti.

Breve Bio Autore:

Giovanni Cacioppo, trentenne siciliano con la passione per il buon cibo e le grandi avventure, procastinatore semiprofessionista.
Decide di scrivere un romanzo perché rimane senza internet nel nuovo appartamento, questi saranno i sei mesi più creativi della sua vita… tuttavia, non stila nemmeno una pagina della storia, ma genera un mondo e del materiale per una saga che approfondirà negli anni a venire.
Pubblica la prima versione di Crystallum su Wattpad, una piattaforma online, dove Sogni Perduti ottiene oltre un milione di letture. Inebriato dal successo va alle maldive e abbandona il lavoro, poi scopre che Wattpad non paga gli scrittori perché è totalmente gratuito.
Piange, si dispera. Ritorna in Italia deluso, ma almeno ha un’abbronzatura da invidia. Riprende la vecchia routine e continua a realizzare la sua opera sotto un ponte.
Dopo aver raggirato un Editor e messo alle strette dalla necessità, pubblica su Amazon nella speranza di far tacere le voci nella sua testa. “Continua…” dicono e lui pensa siano parole d’incitamento da qualche strana entità. In realtà sono i suoi personaggi che gli piombano in sogno e lo tormentano perché anche loro vogliono capire se moriranno/vivranno felici/ diventeranno ricchi.

Estratto:

«Cosa state facendo?» domandò una voce alle loro spalle. Il timbro pulito, il tono acuto.
Un brivido di freddo scalò la schiena di Cora. Dall’altro lato del possente tronco, una fanciulla dalla treccia rossa e il viso ricoperto dalle lentiggini si mosse nella loro direzione. Indossava la stessa divisa scolastica degli altri e trasportava una tela con uno schizzo disegnato. La sistemò a terra, tra una radice e l’altra, e proseguì verso di loro con le mani giunte dietro la schiena, sorrise al gruppo.
«M-Marmorel» sussurrò Fez con un nodo in gola.
«Cosa ci fai qui?» domandò Aran.
«Beh, stavo iniziando a tratteggiare il paesaggio della collina, abbiamo sentito le vostre voci…»
Cora socchiuse gli occhi. «Abbiamo?» Sapeva già chi avrebbe ricalcato i passi di Marmorel di lì a poco e purtroppo le sue supposizioni ebbero conferma. La vide e sembrò quasi che lei lo puntasse: Elidana li aveva colti in flagrante, le braccia conserte.
«Cosa state combinando?» continuò Marmorel, inarcando un sopracciglio.
Aran fece sparire il gioiello nella tasca dei pantaloni. «Nulla. Dobbiamo solo sistemare qualche particolare per il lavoro che abbiamo trovato a Clodia.»
Marmorel proseguì verso Aran e con fare delicato spostò la treccia ramata sull’altra spalla. «Aran, quindi non ci vedremo?» sospirò lei. «C’è la festa di fine estate» disse. «Sai… sarebbe davve-» Elidana la scosse come un ramoscello. «Non farti abbindolare, non c’è nessun lavoro. Aran, cosa stai nascondendo?» borbottò infine. Gli si avvicinò, gli afferrò il polso e strappò la mano dalla tasca. «Cosa avete intenzione di fare con questo gioiello?» domandò stupita. Passò con lo sguardo anche gli altri due.
«È suo e ne può fare ciò che vuole» rispose Cora stizzito. Elidana lo fissò e lui arrossì all’improvviso.
Marmorel si rivolse a Fez che accennò un passo indietro, «Puoi dirmi gentilmente cosa state facendo?» La voce suadente.
Cora portò una mano al volto, se poco prima Fez stava sudando, adesso sembrava che qualcuno gli avesse gettato un secchio d’acqua in viso. Aran serrò la bocca.
«Volevano andare a Edel per il Gran Premio e per farlo devono vendere il gioiello della madre di Aran» confessò rapido Fez.
«Che bell’amico! Ci hai tradito alla prima occasione senza nemmeno far finta di provarci!» abbaiò Cora.
«Scusate ragazzi.»
«Finiscila!» controbatté Cora. «Sono sicuro che tu saresti partito con noi. È solo che adesso c’è Marmorel… e tu vuoi passare per il cavaliere della giustizia!»
Fez abbassò lo sguardo in imbarazzo e calciò una pietruzza. «C-Cosa stai dicendo? Non è vero! Non sono mai stato d’accordo con voi» mormorò.
«Insomma! Cora, Aran! Cosa siete venuti a fare con questo gioiello fin qui?» Elidana era tesa e rossa in volto e agitava il braccio di Aran come una banderuola.
«Se promettete di mantenere il segreto, potrete venire con noi a Edel» sbuffò Aran.
Cora lo guardò male. «Cosa? Sai che significa portarsi dietro entrambe?» disse ad alta voce.
«Meglio un viaggio di gruppo che restare a Lud per tutta l’estate.»
«Sì, ma…» sospirò Cora con una traccia di rassegnazione.
«“Sì, ma”, NIENTE! Dovete riportare il gioiello alla signora Allet e subito! Non ci sarà nessuna vendita e nessun viaggio» sbraitò Elidana.
«Sarebbe divertente andare a Edel, non ci sono mai stata» sussurrò Marmorel con sguardo sognante.
Elidana le lanciò un’occhiataccia. «Ti prego, non incoraggiarli anche tu!»
Aran sorrise alle parole della ragazza, un sorriso che utilizzava sempre quando il vento mutava a suo favore. «Hai sentito? Anche lei è d’accordo.»
Elidana continuò a fare spola tra i suoi amici. «Fez, cerca di convincerli che non possiamo farlo!» esclamò infine.
Stavolta, lui si limitò osservare il terreno senza dare alcuna risposta.
«Voltagabbana» gli ringhiò Elidana. «Io non ci sto! Potete fare ciò che volete, ma non coinvolgetemi.» Si voltò bruscamente e andò via. Marmorel la inseguì e provò a fermarla. «Dai, Elidana, sarà divertente» le disse.
«Forza, continuiamo» borbottò Cora contrito. Aran indicò il punto dove avrebbero dovuto seppellire il gioiello e lui riprese a scavare tra le radici. «Così può bastare, dammi la collana!» disse infine, indaffarato a tenere su con la mano una grossa quantità di terra.
Aran gli passò il monile e lui lo adagiò delicatamente nella fossa.
«Bene, adesso possiamo ricopr-» Ci fu una piccola scossa di terremoto. Il terreno si strappò proprio sotto i piedi di Cora.
L’ultima cosa che vide fu una delle radici avvinghiarsi al braccio e tirarlo con forza. Poi il buio. Un buio denso che lo avvolse come una notte senza stelle.

Link all’acquisto: Crystallum

 

 

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