Recensione: “Redemption-Cronache divine”

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Ci sono dei libri che ti convincono di essere parte di loro, ti coinvolgono così tanto che ti fanno sentire amica dei protagonisti, spettatrice anonima pronta a sgridarli silenziosamente o appoggiarli nelle loro azioni.

La saga “Cronache divine“dell’autrice S.Marty è composta da libri del genere.                 Sembrerebbero autoconclusivi ma ti lasciano con la voglia di continuare a leggere e, scoprire che hanno un seguito, ti fa sempre piacere.

Ma parliamo della trama di questo terzo volume.                                                               SPOILER ALERT!                                                                                                                Erin, dea figlia di Zeus e Afrodite, è finalmente felice tra le braccia del dio Ares, legato a lei dal marchio che le ha impresso a fuoco sulla pelle e dalle disavventure che ha condiviso con la sua amata, che è stata rapita e allontanata da lui più di una volta, a causa della crudeltà di donne e dee gelose ed egoiste.                                                   Ma si sa, la serenità non è facile da mantenere, soprattutto se il tuo compagno è così amato e desiderato. Non solo dalle donne, ma anche da uomini che vogliono a tutti i costi imparare a combattere dal più abile in assoluto.                                                        Come si comporterà Erin, una volta capito di aver perso l’attenzione e l’affetto di chi ama più al mondo? E, soprattutto, riuscirà a riconquistarlo?

Redemption è molto diverso dagli altri volumi. Una Erin che si è sempre dimostrata testarda, determinata, decisa e coraggiosa china il capo e si piange addosso, distrutta e sopraffatta dal dolore che prova per l’amore perduto.                                                  Ciò può far rabbia (io stessa ho provato il desiderio di salire sull’Olimpo e urlarle di fare qualcosa di concreto!) ma, secondo me, questo cambiamento è totalmente giustificato ed è quindi giusto che si attui.                                                                                           Questo perché lei si sente così tradita e umiliata dai comportamenti di chi giurava di volersi legare a lei per sempre che perde totalmente il controllo.                                      È incapace di reagire perché è incapace di lasciarsi tutto alle spalle e abbandonare quello che per lei era l’uomo perfetto.                                                                                Anche se in prima persona ho preferito la frenesia e i colpi di scena dei primi capitoli, ho apprezzato davvero tanto l’umanità di Erin che, pur essendo una dea, soffre per amore come tutti noi e si ostina a non voler essere “una delle tante”.

Inoltre ho letto un grande messaggio dietro a tutto ciò: prima accetterai di amare te stessa, prima capirai chi vale davvero il tuo tempo e il tuo affetto.                                     Erin deve riscoprire se stessa, amarsi, capire che non può essere la ragazza sottomessa e triste che è diventata e solo quando sarà arrivata a comprenderlo, saprà come agire, anche se quella può essere la scelta più dolorosa per lei.                           Questi sono messaggi importanti, che un libro scorrevole, lineare, piacevole che può apparire come una lettura leggera per distrarsi dalla vita, non sempre riporta.

Davvero i miei complimenti Marty perchè, come ogni volta, mi hai trasportato nel tuo mondo che vale davvero la pena visitare, e mi hai fatto trascorrere delle piacevoli ore, facendomi desiderare di tornare a casa dal lavoro per continuare a leggere!

Ps: Sono l’unica a provare un certo fascino per il tenebroso Ade dal cuore tenero? Eh, le storie impossibili sono sempre le più intriganti!

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