Recensione: “Le lame scarlatte”

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Oggi recensisco per voi un fantasy che si fonde con il genere avventura e azione e ci offre personaggi molto originali per un libro fantastico: gli assassini di professione.

Le lame scarlatte si apre in medias res, nel centro delle azioni degli assassini di Ganderia. Ferret, uno di loro, tenta di uccidere Lynx, l’assassino più temuto e rispettato della città e lui, sventato l’attacco, mette in scena un piano per scoprire chi è il mandante del contratto e torna nella capitale. Dopo dieci anni di assenza, deve informarsi sugli avvenimenti che hanno cambiato la città e sui potenti che tirano le redini del potere, e in quale altro posto può andare se non nel Padiglione del miele, casa di piacere e regno di Regina, sua vecchia amica. Nonostante tutte le informazioni acquisite, non riesce a capire chi voglia la sua morte, anche perché sono in tanti a volerlo spodestare. Tutto cambierà quando uccideranno l’unica donna che abbia mai amato, Irt Millirs. Da quel momento ogni sua azione sarà spinta da una sola forza: la vendetta.

Questo libro è avvincente, originale e decisamente ben strutturato.                                  Ogni azione è ben studiata, così come ogni dialogo, e i tanti personaggi sono tutti ben caratterizzati e interessanti, dal più infido al più stupido.                                                   Conoscerete il grosso e benevolo Bear, l’infida Irt Friviel, lo spietato Ser Ygab, la sfrontata Eel e molti altri, ognuno con il suo ruolo più o meno definito in questa sanguinosa lotta per il potere e per la fama. A volte sarà difficile capire chi stia mentendo e chi stia dicendo la verità, chi agisce per se stesso e chi per altri, chi lotta per onore e chi per infamia, ma dovrete aspettare le ultime pagine per tirare le somme e decidere da che parte stare.

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