Recensione: “L’amore può uccidere”

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“L’amore può uccidere” è un paranormal romance scritto ed editato da Sara Arrow. La storia è raccontata in prima persona dalla protagonista, Giulietta, una ragazza come tante altre (almeno così sembra) che vive in un paesino abruzzese. Le sue origini però non sono italiane. È nata in America, a New York, e a volte la realtà della sua infanzia le manca, anche perché suo fratello Dan si trova ancora là e la sua lontananza la fa star male. In più si ritrova spesso sola perché i genitori viaggiano molto a causa del loro lavoro e così passa il tempo ad allenarsi nelle arti marziali, ascoltare musica e uscire con la sua migliore amica, Kira. Ciò che darà una forte scossa alla sua vita sarà l’incontro con Adam, incrociato fuori da scuola e poi conosciuto in un locale, mentre suona con la sua band.                               La sua bellezza mozzafiato e i suoi occhi tanto profondi da sembrare innaturali stregheranno Giuls e le faranno desiderare di passare ogni momento libero con lui.             Ma la vicinanza di questo misterioso ragazzo cambierà profondamente la vita della protagonista, scossa da sogni premonitori pieni di sangue e violenza che porteranno a galla verità celate nel profondo della sua storia di famiglia. Come se non fosse abbastanza, spunterà fuori dal nulla un altro ragazzo, Valentine, che metterà in discussione la sua storia con Adam e la farà ricredere sui suoi sentimenti, mettendola alla prova e sfidandola continuamente. La storia d’amore di Giuls, tormentata ma intensa, insieme a quella di Kira e Dan, fanno da sfondo ad una storia di vampiri e mostri, che cercano di invadere la realtà degli umani e devono essere fermati.

Non posso svelare di più riguardo alla trama (ho già detto anche troppo!) quindi passiamo alla recensione vera e propria.                                                                                 Questa volta ho da fare qualche considerazione stilistica e qualche critica costruttiva.           Le vicende mi hanno intrigato perché credo che le idee di Sara siano valide ed interessanti e anche la storia d’amore non è per niente scontata. Quello che avrei voluto trovare nel libro è un pò più di caratterizzazione dei personaggi. Emerge molto bene lo spirito di Giulietta, testarda, temeraria, forte e indipendente, ma quello di Adam, Valentine, Atena non sono stati curati nello stesso modo, nonostante siano personaggi molto interessanti a mio parere.   Un altro punto su cui devo soffermarmi è lo scarso uso della punteggiatura. Io sono pignola (non per niente mi chiamano la maestrina!) ma ci sono dei passaggi con periodi troppo carichi di subordinate, che rendono la lettura pesante. Inoltre ho riscontrato qualche errore qua e là nell’uso dei tempi verbali, ma quello è capibile, perché è pur sempre un’autopubblicazione, rivista e corretta dall’autore stesso. Nel complesso comunque la storia mi è piaciuta. È senza dubbio un romanzo che ti spinge a continuare a leggerlo e a cercare di capire che cosa succede ai protagonisti perché i contenuti sono validi e stimolanti e in certi punti il mio cuore ha “perso qualche battito”, tanto per citare Giulietta!         Spero che la mia analisi del testo non venga giudicata come offensiva o insensata, perché sono sicura che una recensione debba essere sincera. Dalle critiche si può prendere spunto per migliorare, e lo so perché anch’io sono una scrittrice.                                                                                                          Detto questo, chiudo la recensione di oggi, con l’immagine dell’ultima scena della storia stampata nella mia testa. Scena che, tra l’altro, lascia con la promessa di non essere realmente l’ultima. Scena emozionante, piena di angoscia ma anche di amore. Scena su cui non posso dire niente. Leggete il libro, se volete saperne di più!

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Micol Giusti
Mi chiamo Micol Giusti e sono una giovane donna appassionata di lettura e di scrittura. Vivo a Massa, in Toscana, e ho una casa ricolma di libri di ogni tipo, anche se i miei preferiti sono quelli di genere fantasy.