Recensione: “La guardiana dei draghi”

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Buonasera lettori!

Nonostante stia rallentando la pubblicazione delle recensioni (causa impegni lavorativi), vi garantisco che non perdo tempo e vado avanti con le intriganti e avvincenti letture dei romanzi che ricevo.

Quello che recensirò per voi questa sera è “La guardiana dei draghi” di Veronica Garreffa.                                                                                                                       Come sempre, partiamo dalla trama.

Il libro si apre con il racconto di un momento terribile del passato della protagonista, Hope, che verrà compreso a pieno andando avanti nella lettura. Il caos e la sensazione di pericolo che si provano nelle prime pagine, vengono spazzati via quando la piccola si ritrova sulla terra, il luogo in cui è stata mandata dai suoi genitori per salvarla dal terribile Malagar.       Conosciamo a questo punto il professor Edison e la domestica, Mrs Penny, la donna che soccorre Hope e che la porta all’ospedale del paese, dove il professore si innamorerà di lei e deciderà di adottarla. La vita della piccola non è semplice e anche quando ormai è una ragazza che frequenta il liceo, deve scontrarsi di continuo con la cattiveria e la superficialità dei “popolari” della sua scuola, che la umiliano in ogni modo.                                             Sarà solo quando verrà messa in pericolo la vita del suo padre adottivo che scoprirà la sua forza e le sue potenzialità, e nello stesso momento verrà a conoscenza della sua vera natura e del fatto che il suo vero nome è Sined e che viene dal pianeta Erasmen.    Il suo destino va oltre quello di una semplice umana: dovrà convivere con validi compagni di viaggio che la accompagneranno in una missione per salvare la vita della principessa Kleida e di un intero regno. Dovrà quindi tirare fuori il carattere, le unghie e tutta la sua potenza, senza però lasciarsi andare al male, e riuscendo a mantenere quell’Equilibrio che solo lei, guardiana dei draghi, può riuscire ad ottenere.

Il romanzo parte lentamente, ma inizia a scorrere a gran velocità nel momento in cui Hope mette piede nel fantastico mondo di Erasmen. È a quel punto che inizia l’avventura e che veniamo catapultati tra i protagonisti di questa pericolosa ma intrigante missione che porta la ragazza a scoprire non solo la lealtà e il coraggio ma anche se stessa.                                    Il filo conduttore della storia è il viaggio, che ci fa attraversare diversi paesaggi e ci fa conoscere personaggi molto interessanti, come i dispettosi fratelli Mars, che si divertono a prendere in giro chi si addentra nella foresta, o le inquietanti sirene.

Ma questo viaggio serve soprattutto ad insegnare ad Hope l’importanza dell’amicizia, del fidarsi dei propri compagni, della forza interiore e soprattutto del coraggio di affrontare le proprie paure.                                                                       Ciò che mi è piaciuto di più è senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi. Hanno tutti un carattere forte e deciso e delle qualità che li rendono totalmente differenti dagli altri. Nazy è coraggiosa e un pò folle, Brendon audace e sicuro di sé, Zen saggio e gentile, Ray tormentato e valoroso, e così via. Ciò che invece mi ha un pò disturbato è stata l’insicurezza della protagonista. Mi aspettavo di vederla cambiare man mano, sempre di più, mentre acquisiva consapevolezza e sicurezza, e invece mi sembrava che facesse due passi avanti ed uno indietro. Se fossi stata lì con lei, l’avrei scossa più e più volte, urlandole di reagire e di non restare pietrificata di fronte alle sue paure.                                           Ma questo non è un difetto del libro. È solo la mia opinione sulla protagonista. Per il resto, se ci ho messo un paio di settimane a finirlo, è solo perché non ho molto tempo da dedicare alla lettura. Se fossi stata più libera, lo avrei divorato.

In conclusione, direi che in questo libro ho ritrovato quelle caratteristiche che ho inserito anche nei miei libri e che apprezzo particolarmente, e cioé il tema del viaggio che da percorso fisico si trasfoma in percorso interiore, il tema dell’equilibrio tra bene e male (perché nessuno, nemmeno un personaggio fantasy, può essere votato esclusivamente al male o al bene), il tema della lealtà e dell’amicizia e, infine, il tema dell’amore, che però rimane sullo sfondo e cresce in silenzio, senza farsi notare.

Consigliato!

Link all’acquisto: La guardiana dei draghi

 

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Micol Giusti
Mi chiamo Micol Giusti e sono una giovane donna appassionata di lettura e di scrittura. Vivo a Massa, in Toscana, e ho una casa ricolma di libri di ogni tipo, anche se i miei preferiti sono quelli di genere fantasy.