Intervista a Nico Menchini

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  • Benvenuto su Fantasie su carta! Per prima cosa dicci chi sei, da dove vieni, quali sono i tuoi hobby… insomma svelaci qualche particolare su di te.

  • Mi chiamo Nico Menchini, sono un naturalista cristiano che trova naturale scrivere e insegna per professione… e per passione. Perché per fare questo mestiere oggi, nella particolare realtà socio culturale in cui viviamo, ce ne vuole davvero tanta. Ho due bellissimi figli (e per chi non lo sarebbero i propri?) e la fortuna d’aver trovato l’anima gemella in mia moglie, sostegno, occasione di confronto continuo, compagna nelle passioni e nella vita. Vengo dalla ridente Massa, una città collocata in una posizione geografica ottimale, tra delle montagne uniche, le Apuane, e il mar Ligure (anche se qualcuno direbbe il Tirreno).

  • Da quando hai la passione per la scrittura e perché è così importante per te?

  • Fin da piccolo. La scrittura è sempre stato il modo più congeniale per me di esprimermi. Di carattere introverso, restio a manifestare apertamente le mie emozioni, interpretavo il mio mondo interiore e quello esteriore tramite la parola scritta, dando forma di personaggi agli irrequieti moti della mia anima. Troppo timido per corteggiare di persona, scrivevo le mie dichiarazioni sotto forma di lettere d’amore o di semplici poesie. Mi è capitato spesso, a distanza di anni, di incontrare ex compagne di classe della scuola media che ancora le conservavano con affetto. E la mia prima presentazione ufficiale al mondo come scrittore risale proprio a quel periodo. Frequentavo la seconda media quando mi classificai quinto tra gli adulti al Premio di poesia e fiaba Alpi Apuane, con una fiaba dal titolo “Il sogno di James”.

  • Secondo te perché un lettore dovrebbe decidere di leggere il tuo libro? Che cosa lo rende differente dagli altri?

  • Perché l’ho scritto io! Scherzi a parte, ogni autore è convinto che la propria opera sia speciale, diversa dalle altre, innovativa, e non per egocentrismo o eccesso di autostima, ma semplicemente perché un libro è una parte dello scrittore, una creatura da lui generata di cui è geloso e in cui ripone molta fiducia. Detto questo, il mio libro cerca di sperimentare molto sulla forma. Non è il classico testo contemporaneo in cui la trama si sviluppa veloce dall’inizio alla fine. La vicenda viene presentata in un continuo dialogo tra l’autore e il lettore, come se lo scopo non fosse solo quello di raccontare una storia ma di renderne partecipe chi legge. Il lettore non è spettatore passivo, bensì protagonista. Trattandosi di racconti fiabeschi, ho voluto ricreare quell’atmosfera tipica di questo genere alle sue origini: il narratore orale spesso accompagnava la narrazione della vicenda con riflessioni personali e con una certa dose di teatralità.

  • Il tuo libro può essere considerato fantasy ma ha in sé dei complessi ragionamenti matematici. Perché hai deciso di fondere elementi così distanti tra loro (con buoni risultati devo aggiungere)?

  • Grazie per il complimento! Non è che abbia deciso a priori di fondere la matematica con il fantasy; mi è piuttosto venuto naturale. Fa parte della mia natura poliedrica: da insegnante di matematica e scienze, spesso le mie storie contengono aspetti di queste discipline. Allo stesso modo, il mio modo di ragionare ne è fortemente influenzato. Nell’ideare il racconto Storia di Non-Arturo, mi è ero messo in testa la paradossale idea di non-raccontare qualcosa. Come si può non-scrivere riguardo a uno specifico argomento? Una domanda che, con tutta probabilità, appare senza senso, assurda. Ebbene, solo la matematica, grazie alla sua logica rigorosa in grado di investigare anche ciò che nella realtà concreta non esiste (cos’è questo se non fantasy?), mi ha permesso di risolvere questo paradosso inventando un non personaggio, Non-Arturo.

  • Come sei entrato in contatto con il mondo dell’autopubblicazione? Credi che sia un buon sistema per chi si è appena affacciato nel mondo della scrittura?

  • Ancor prima di autopubblicare con Amazon, nel lontano 2009, avevo un sito internet su cui pubblicavo a puntate i miei racconti e da cui era possibile scaricare gratuitamente l’ebook “Storia di Non-Arturo, Rose e altre fantastiche creature”. L’idea alla base era quella di guadagnare solo con i proventi della pubblicità. Purtroppo, data l’enorme mole di lavoro che richiedeva gestire da solo un progetto del genere e complici problemi tecnici, col tempo ho abbandonato l’idea e il mio libro è tornato a dormire nel cassetto. Solo nel 2015, vedendo che diverse mie conoscenze utilizzavano con successo le attuali piattaforme di autopubblicazione, ho deciso anch’io di mettermi alla prova e di tentare questa strada. E mi si è aperto un mondo di cui ignoravo l’esistenza, una vera e propria giungla. È per questo che consiglierei questo sistema ma solo dietro opportuno ammonimento: per chi si è appena affacciato nel mondo della scrittura, il self-publishing può diventare un’arma a doppio taglio; se non si è opportunamente preparati si corre il rischio di vedere la propria opera cadere nel dimenticatoio. L’autore è da solo in un mare in cui escono ogni giorno centinaia di nuovi titoli e deve farsi notare da lettori che spesso partono già prevenuti nei confronti di opere autopubblicate. Deve quindi prepararsi a formarsi, a conoscere e utilizzare i social network, a organizzare presentazioni, a portare il proprio libro in conto vendita nelle librerie, a farsi pubblicità nei più disparati modi possibili, a collaborare in gruppi, siti e riviste gratuitamente, per farsi notare, per fare del suo nome un sigillo di qualità. E ovviamente non deve demoralizzarsi se le cose non vanno subito come vorrebbe, bensì chiedersi sempre: “cosa posso fare per migliorare le cose? In cosa non è risultata vincente la mia strategia? Ne esiste una più efficace?” Cercate sempre il confronto con chi ha più esperienza e siate umili nell’imparare dai vostri errori e dagli altri. Detto questo, secondo me il self-publishing è un sistema che ancora in Italia non ha raggiunto il suo pieno potenziale, cosa che accadrà sicuramente nei prossimi anni, soprattutto quando Amazon deciderà di aprire le prime librerie fisiche anche da noi. Non a caso, molte grandi case editrici stanno cercando di investire in questo campo, creando le proprie piattaforme di autopubblicazione.

  • Da cosa è nata l’idea centrale del tuo libro? Un sogno, un’intuizione o semplicemente è frutto della tua immaginazione?

  • Per il racconto Storia di Non-Arturo è stato un ragionamento: trovare il modo di non-parlare riguardo ad uno specifico argomento, cui ho risposto con un non personaggio. Ho poi sviluppato la vicenda grazie alla tecnica del flusso di coscienza: scrivere di getto su un taccuino lasciando i pensieri liberi di fluire, partendo da un’unica idea centrale, ovvero che il protagonista poteva essere tutto tranne che un certo Arturo.

  • C’è una persona che ti ha particolarmente ispirato mentre creavi la tua storia?

  • Mia moglie. È stata lei a regalarmi il taccuino su cui ho scritto a penna la prima bozza di Storia di Non-Arturo. Lo fece ancor prima che partorissi la storia, con l’augurio che potesse rappresentare uno stimolo a scrivere un nuovo libro. Prima di allora, infatti, avevo scritto moltissime poesie ma solo pochi racconti e non riuscivo a trovare una vicenda che spingesse a essere sviluppata e narrata.

  • Raccontaci un aneddoto divertente sulla storia o su uno dei tuoi personaggi (es. Un fatto che è successo mentre scrivevi il libro che ha influito sulla storia o semplicemente qualcosa che hai visto e ti ha ispirato)

    Volentieri. L’ispirazione per i quattro racconti ambientati nei luoghi incantati e misteriosi delle Alpi Apuane mi è venuta durante la preparazione della tesi di laurea triennale. Dovevo percorrere all’alba dei determinati sentieri e annotare tutte le osservazioni fatte di individui di Muflone. Si tratta di una specie in notevole espansione all’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane e, all’epoca, c’era la necessità da parte dell’Università di Pisa di stimarne la consistenza numerica. Camminare nel più completo silenzio, lontano parecchi chilometri da qualsiasi paese abitato, mi portò a osservare da vicino boschi antichissimi, anfratti e grotte misteriose, cascate e torrenti suggestivi, a risalire crinali spesso impervi per arrivare sulla sommità di creste da cui osservare panorami mozzafiato. Luoghi che sono talmente rimasti scolpiti nella mia mente, da far sorgere in me il desiderio di ambientarvi delle storie di fantasia. È seguito poi un minuzioso lavoro di documentazione sulle tradizioni e leggende popolari locali, che hanno costituito il substrato folcloristico dei miei racconti.

  • Quanto credi che sia importante la copertina di un libro? E la tua come è stata ideata e realizzata?

  • Nell’era dell’immagine e della velocità, in cui spesso nell’acquisto di un prodotto è più che mai importante la prima impressione, la copertina di un libro si rivela di particolare importanza. Dovrebbe colpire il lettore, suscitare in lui il desiderio di approfondire la conoscenza del libro. Al di là della professionalità, una copertina dovrebbe essere unica, distinguersi da tutte le altre, tanto da risaltare tra molte. La mia è stata realizzata a partire da una foto che avevo scattato presso Pontremoli. Volevo un’immagine che trasmettesse un’atmosfera fiabesca; così ho scelto una città con una storia importante (è una delle capitali del libro), a metà tra passato e presente. Ho lavorato quindi sulla foto con un programma di computer grafica in modo da conferirle un aspetto che ricordasse un’illustrazione fatta a mano. Con un programma di creazione copertine ho in seguito inserito gli altri elementi: titolo, autore…

  • Parlaci dei tuoi progetti futuri e lasciaci il link alla tua pagina o al tuo blog, cosicché i lettori possano conoscerti e contattarti.

  • Attualmente sto completando la stesura del mio terzo libro “Il custode di anime” che, nel frattempo, viene pubblicato a puntate sul social Wattpad. Tra una pagina e l’altra scrivo poesie, favole e fiabe in versi che verranno pubblicate prossimamente. Da poco ho anche intrapreso una nuova avventura editoriale: ho messo insieme un team per la realizzazione di un magazine dedicato al mondo della narrativa fantastica che raccoglierà racconti inediti, illustrazioni, ma anche interviste e approfondimenti. Il primo volume sarà dedicato a H.P. Lovecraft e al suo mondo. Colgo l’occasione per invitare tutti coloro che volessero collaborare con racconti o illustrazioni a contattarmi con messaggio privato o a visitare il sito internet (in costruzione, quindi un po’ scarno), da cui potete inviare direttamente la vostra opera. Per quanto riguarda il mio blog, vi lascio volentieri il link. Pubblico spesso racconti e poesie inediti, oltre che approfondimenti sul mondo della letteratura fantastica. WordPress: Nico Menchini

    Qui trovate invece la mia pagina personale Pagina Facebook: Nico Menchini

Vi aspetto numerosi! I commenti sono sempre ben accetti, anche negativi purché costruttivi. Ringrazio con tutto il cuore il blog Fantasie su carta per avermi concesso questo spazio. Grazie Micol!

Grazie a te Nico! E buona fortuna con il tuo libro!

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