Intervista: Marko D’Abbruzzi e il progetto I.D.E.A.

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1.) Ciao Marko. Per prima cosa presentati ai lettori del blog.

1.) Salve a tutti! Mi chiamo Marko, ho 34 anni e da circa la metà getto inchiostro su un foglio bianco per dar forma ai miei pensieri. Amo leggere, ascoltare musica, vedere film, giocare ai videogame, ai giochi di ruolo, di carte, da tavolo, adoro boschi e montagne e ho una passione smodata per le civiltà antiche e i miti della nostra preistoria. Non seguo nessuna squadra di calcio, preferisco le arti marziali, non guardo la TV (non ce l’ho proprio una TV) quando posso prendo la macchina e vado dove mi porta la benzina e mi piacciono i viaggi dove posso ammirare le bellezze naturalistiche piuttosto che le città; per farla breve, citando Coelho, cerco di mantenermi folle comportandomi da persona normale!.

2.) In quale momento della tua vita hai capito quando fosse importante la scrittura per te?

2.) La scrittura è entrata a far parte della mia vita da adolescente, quando per sfuggire ai soliti bulli mi rintanavo nei mondi fantastici dei grandi autori e gettavo via su mucchi di fogli tutte le speranze, le paure, le illusioni, la rabbia, le domande e le lacrime. Divenne terapeutico e mi aiutò a superare quella fase di smarrimento che attraversano un po’ tutti a quell’età. Fu verso i vent’anni che decisi di scrivere il mio primo romanzo, I Cavalieri di Speranza, un fantasy  pubblicato nel 2007 a cui seguì un romanzo di formazione ambientato a Roma, Cattivi Ragazzi, edito nel 2010 e altre collaborazioni con associazioni e giornali fino alla saga delle Cronache di Ansorac, il cui primo volume è stato pubblicato nel 2016.

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Marko D’Abbruzzi

3.) C’è chi scrive solo per se e chi invece lo fa per farsi conoscere dagli altri. Tu perché hai deciso di pubblicare il tuo libro?

3.) Io scrivo per liberarmi la testa, dare un senso alla miriade di pensieri e immagini e far trapelare un messaggio semplice; siamo un grande popolo, un solo grande popolo, ma ci stanno dividendo da tempo immemorabile e noi passiamo la vita a odiarci, invidiarci, ingannarci, illusi dagli istrioni che ciarlano dai loro scranni dorati e gettano fondamenta d’istruzione che rinchiudono la nostra mente dentro una scatola di carne. Tutti i grandi problemi del nostro tempo sparirebbero all’istante se solo volessimo ma siamo confusi e disorientati al punto che abbiamo dimenticato il significato di tante cose. Forse, in fin dei conti, scrivo per dare un significato alla mia vita, al di là di un ipotetico successo o dell’approvazione di chi mi legge.

4.) Parlaci del progetto I.D.E.A. È nato per caso o è frutto di un’intensa riflessione?

4.) Il progetto I.D.E.A. è nato dopo una riflessione presa assieme alla mia editor Claudia Cintio. Fu lei la prima a leggere le bozze delle Cronache di Ansorac e sempre lei mi spinse alla ricerca di un nuovo editore, ricerca che si concludeva sempre con contratti a pagamento di cifre esorbitanti o clausole inaccettabili. Decidemmo quindi, una volta studiato il meccanismo editoriale, di mettere su questo progetto e pubblicare da noi la saga. Benché Immagina Di Essere Altro sia burocraticamente una casa editrice, noi lo chiamiamo sempre progetto editoriale perché abbiamo ancora molto da imparare!

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Gost e il Barone Vega

5.) Raccontaci qualcosa sul romanzo di cui non ci si può accorgere leggendolo. Deve essere stato un lavoro di squadra, a giudicare dalle bellissime illustrazioni ispirate ad esso.

5.) Le Cronache di Ansorac è stato in primis un lungo lavoro solitario; all’epoca in cui inizia a scriverlo, nel 2010, lavoravo ancora come pizzaiolo e dedicavo il resto delle ore alla scrittura sacrificando quel poco di vita sociale. Concluso di scrivere tutta la saga, nel 2014, e dopo un anno di attese e ricerche editoriali, iniziammo a fine 2015 a cercare illustratori per le tavole che intendevano mostrare. Fortunatamente trovammo dei ragazzi incredibili, pieni di passione, talento e stanchi quanto noi di vedere il frutto del proprio lavoro stentare a prendere vita. L’unione fa la forza e dietro alla saga c’è questo, l’unione di un gruppo di persone dagli interessi e i modi di pensare più disparati ma coesi dalle stesse passioni. Citando una frase rielaborata dai Pink Floyd Together we stand, divided we fall.

6.) Credi che sia complicato, al giorno d’oggi, avere un sogno?

6.) La cosa complicata nell’avere un sogno è l’essere in grado di plasmarlo. I sogni nel cassetto ammuffiscono. Certo è che avere un sogno significa lavorare sodo per realizzarlo, essere pronti a sacrificare qualche cosa, ad attendere senza mai fermarsi, a cadere, rialzarsi e riprovare. Poi dipende anche il fine ultimo di questo sogno; se il traguardo è il successo, il denaro, la fama, la gloria, allora non so cosa rispondere perché a me non interessa, a me basta una penna per liberarmi la testa. Parafrasando Archimede, qui lo dico e non lo nego, datemi un foglio e vi creo un mondo. Al giorno d’oggi, con la trasformazione della nostra società in una forma di schiavismo legale, cercare di portare avanti il proprio sogno è difficile ma non impossibile. Dipende da noi. Come sempre sarà.

7.) Self- publishing, pro o contro?

7.) Decisamente pro ma se fatto con criterio. Da un ventennio a questa parte il mondo dell’editoria ha subito un drastico cambiamento. Basti pensare alle “scie” che un successo letterario si porta appresso; esce un romanzo, vende milioni di copie, e subito dopo le librerie sono invase da “cloni” dello stesso romanzo. Il problema del self è che spesso non è accompagnato da un controllo sintattico-grammaticale e molti autori non prendono in considerazione l’idea di farsi seguire o revisionare da un editor. Questo è un peccato perché ho letto molte storie di autori self i cui unici punti deboli erano ripetizioni, refusi, orrori grammaticali e periodi interi totalmente incomprensibili nonostante la storia e il messaggio, in fin dei conti, fossero apprezzabili.

8.) Che ne dici di presentare anche i tuoi “collaboratori”?

logo-avatar8.) Mi sembra doveroso! Lo staff I.D.E.A. è composta dai seguenti malfattori che hanno accettato di aiutare questo folle (il sottoscritto)! In primis Claudia Cintio, dottoressa in Filosofia specializzata nello studio del pensiero e del comportamento umano, editor, stratega dello staff e amorevolmente ribattezzata “Führer” da tutti noi! È stata il motore che mi ha permesso di andare avanti per la mia strada e come dico sempre, senza di lei non vado da nessuna parte. Abbiamo poi il dream-team dalle mani magiche; Diana Cintio, illustratrice attualmente in Giappone per studi, la cui mente ha partorito le prime tavole del progetto e la copertina del primo volume. Segue Suwan Cancedda, illustratore e concept-artist mago del digitale la cui ultima tavola ha “arraffato” 5’000 like in poche ore. Daniele Di Parma, illustratore e fumettista, frequenta la Scuola Romana del Fumetto e fu il primo a credere nel progetto. Assieme abbiamo ultimamente partorito il nostro primo fumetto il cui colore sarà opera di Federica Bonci, illustratrice e concept artist! Poi abbiamo la new entry Alessandro Grillea, illustratore dalla mano elegante conosciuto al Romics nell’Aprile del 2016 e messo subito allo stand a disegnare! Sua la copertina del fumetto e alcune tavole del secondo volume di Ansorac. Altro “Signore del Digitale” è Gianluca Rolli che ha cordialmente partecipato al progetto illustrando due splendide tavole che verranno presentate al Romics di Ottobre 2016. Chiude il cerchio la nostra Veronica Pieralisi, webmaster creatrice del sito I.D.E.A. e prossima Santa per la pazienza avuta nel sopportare mille cambi di direzione!

9.) Se un autore stesse pensando di affidarsi alla vostra casa editrice, come dovrebbe procedere?

9.) Può contattarci tramite il form nel sito I.D.E.A. o sulla pagina Facebook, descrivendo la sua opera e inviando tutto il materiale utile per una valutazione. Non vogliamo pubblicare “di tutto” tanto per far cassa, abbiamo rifiutato diverse proposte non in linea con il nostro pensiero e quelle che pretendevano di darci il materiale senza nemmeno preoccuparsi di seguire i nostri consigli o arrabbiandosi se criticavamo alcune questioni. Il nostro è sempre un lavoro di squadra e rimane tale sopratutto con gli autori che devono seguire tutto il progetto passo dopo passo, dalla correzione alle tavole in accompagno, dalle strategie di marketing alle presentazioni.

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Middlegarth

10.) Adesso svelaci i tuoi progetti futuri

10.) Nel futuro di I.D.E.A. c’è il sogno di riuscire a diventare una casa editrice che punta sul talento degli autori spronandoli verso la strada che desiderano prendere. Fino a quel momento lavoriamo sodo autofinanziandoci con secondi lavori e sfornando sempre nuove idee! Al Romics del 29 Settembre – 2 Ottobre 2016 verrà presentato il secondo volume della saga Le Cronache di Ansorac: Apocalisse – Olocausto, assieme al fumetto che funge da sponda tra il primo e  il secondo romanzo. Presenteremo inoltre il primo romanzo di una scrittrice romana entrata a far parte della scuderia I.D.E.A. con il suo Memorie di Sangue: Il Castello del Giorno Eterno. Prima di quelle date siamo stati invitati il 25 settembre a una rassegna organizzata dalla blogger Eleonora Marsella dove parleremo del progetto I.D.E.A. Finito il Romics partiranno le presentazioni di entrambi i romanzi e inizieremo a prendere accordi per altri fiere e rassegne! Inoltre verrà ripresentato in versione ebook il mio romanzo Cattivi Ragazzi, edito nel 2010 che vorrei riproporre utilizzando al meglio le competenze ottenute fin ora! Infine, per Natale, uscirà gratuitamente un romanzo scritto nell’ultimo anno da me medesimo che mostra il passato di uno dei personaggi di Ansorac, ma non dico nulla per non rovinare la sorpresa!

11.) Dove ti possono trovare i nostri lettori?

11.) Potete trovarci su Facebook alla pagina Le Cronache di Ansorac dove aggiorniamo sia le info sulla saga che le varie fiere/presentazioni, wip delle tavole e molto altro. Oppure sul sito www.immaginadiesserealtro.it dove spieghiamo chi siamo, cos’è I.D.E.A. quali oscuri figuri ci lavorano e potete trovare materiale scaricabile gratuitamente, come la mappa di Ansorac e dei racconti. Ci trovate anche su Instagram le_cronache_di_ansorac e tutti noi dello staff siamo reperibili su Facebook dove rispondiamo tranquillamente a tutti!

Prima di chiudere vorrei ringraziare Micol per questo spazio e per il suo lavoro, grazie di cuore per averci ospitato e spero di collaborare con te per i prossimo romanzi!

Figurati, Marko! È stato un piacere conoscere te e lo staff di I.D.E.A. e complimenti sia per il libro che per il progetto. Non mi resta che augurarti un grande “in bocca al lupo”!

 

 

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Micol Giusti
Mi chiamo Micol Giusti e sono una giovane donna appassionata di lettura e di scrittura. Vivo a Massa, in Toscana, e ho una casa ricolma di libri di ogni tipo, anche se i miei preferiti sono quelli di genere fantasy.

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