Intervista a Cristiano Venturelli

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Buongiorno Cristiano e benvenuto sul nostro blog.

Raccontaci qualcosa di te. Che studi hai fatto, da dove vieni e come sei ti sei avvicinato alla scrittura?

Buonasera a voi e grazie per avermi ospitato in questo blog.

Mi chiamo Cristiano Venturelli, ho 55 anni e sono nativo di Modena, anche se considero Carpi (il più popoloso comune della provincia) come la mia città natale in quanto vi ho trascorso tutta l’ infanzia e la giovinezza. Ha un centro storico bellissimo nel quale spiccano la piazza ( terza in Italia come grandezza), il castello dei Pio ( signori della città dal XV al XVI sec.), la basilica di S.Maria Assunta, il lungo portico rinascimentale e la chiesa della Sagra risalente al 750 A.C. Mi sono diplomato Perito Elettronico presso l’Istituto Tecnico Fermo Corni di Modena e nell’Università degli Studi della medesima città ho conseguito la laurea in Scienze Biologiche.

Mi sono avvicinato alla scrittura in tarda età, quando avevo all’incirca 45 anni.

Il motivo principale che mi ha spinto è stata la solitudine derivante dalla rottura, dopo vent’anni, del mio matrimonio. All’epoca iniziai a frequentare una delle prime chat che consentivano di gestire un piccolo blog e, quasi per gioco, iniziai a pubblicare alcune poesie. Via, via, le mie rime iniziarono ad avere sempre più estimatori e, su suggerimento di alcuni dei miei follower, decisi di tentare anche la strada dei racconti brevi. Anche questi ebbero un riscontro favorevole tra i membri della chat, ma l’idea di pubblicare non mi sfiorava minimamente. Poi arrivò il fatidico, maledetto maggio 2012: tutta la bassa modenese (Carpi compresa) venne stravolta da un sisma di proporzioni bibliche. La mia abitazione non venne toccata dall’evento, ma la mia coscienza si. Fu allora che ebbi l’idea di raccogliere alcuni dei racconti e delle poesie che avevo scritto in un libro, con lo scopo di devolvere gli introiti della vendita a una delle famiglie della mia città colpite dal terremoto. E così nacque la mia prima pubblicazione “Gocce di speranza” che ha riscosso un discreto successo nella mia città. Da allora non ho mai smesso di scrivere, ma solo quest’anno mi sono deciso a pubblicare l’antologia di racconti fantastici “Il Sospiro del Mistero”.

Che genere di romanzi ti piace leggere?

Fin da adolescente ho iniziato a prediligere i vari generi del fantasy: fantascienza, horror, soprannaturale, weird. Solo lo splatter non mi ha mai attirato.

Ho iniziato dai grandi autori classici come I. Asimov, E.A. Poe, H. Lovercraft, P. Dick, Ballard, per poi passare agli autori più moderni come i precursori del cyberpunk ( William Gibson e Bruce Sterling in primis) e i maestri dell’horror contemporaneo: Stephen King, Ann Rice, Clive Barker. Nello stesso tempo ho apprezzato anche autori e libri di generi diversi, in quanto sono sempre stato convinto di due cose: la prima è che un grande scrittore non debba sempre scrivere grandi libri. La seconda che un buon libro è tale a prescindere dal genere a cui appartiene.

Fai una breve presentazione della tua raccolta e dei suoi protagonisti.

La mia antologia intitolata IL SOSPIRO DEL MISTERO si compone di sette racconti.

Un fotografo decide di seguire uno strano essere alieno, con le sembianze di una donna, alla ricerca del tesoro più prezioso che alberga nell’animo umano. Il dramma di un padre disperato che progetta di uccidere il figlio malato pur di porre fine alle sue sofferenza e viene convinto a desistere da un fantasma del passato. Un marine, negli ultimi giorni della sua vita, incontra un angelo capace di sciogliere i nodi esistenziali che lo hanno sempre tormentato. Un ragazzino frustrato, disposto a tutto pur di entrare nell’olimpo di un videogioco, apprenderà a proprie spese il valore della lealtà. Un parroco deve raccogliere l’angosciante confessione di un aborto dalle conseguenze tragiche. Un frequentatore di escort ne incontra una tanto speciale quanto letale. Un tossicomane scopre che credersi Dio può avere delle conseguenze atroci. . Le sette storie di vita ordinaria e straordinaria che compongono questa antologia spaziano nei vari generi del fantasy ( dal soprannaturale all’horror, dalla fantascienza al weird ) e hanno una peculiarità non facile da trovare nella narrativa di questo genere: le creature fantastiche che li popolano, siano esse alieni, spettri, fantasmi o vampiri, accompagnano i protagonisti, ed anche il lettore, a riflettere sul significato della morte e della vita, sul valore delle emozioni, della lealtà e dell’amore. Nei testi sono presenti citazioni e aforismi di scrittori come Frank Tibolt , G.Keith Chesterton, G. Garcia Marquez o di grandi della musica come John Lennon. Sette racconti attraverso i quali ho voluto affrontare temi reali dolorosi, difficili e talvolta proibiti come la droga e l’aborto.

Qual è il personaggio a cui sei più legato?

E’ difficile dirlo, in quanto tutte le mie storie hanno origine da frammenti della mia vita o di quella di persone che ho incontrato. Dovendo scegliere però, quello a cui sono forse più legato è quello di Sabry, la vampira del racconto ESCORT. Come molti estimatori del genere horror, il vampiro ha sempre esercitato anche su di me un fascino particolare, iniziando dall’archetipo ideato da Bram Stoker nel suo DRACULA, passando per il sensibile e tormentato Luis di INTERVISTA COL VAMPIRO, per poi finire con la figura neoromantica dell’Edward di TWILIGHT.

Nel mio racconto ho voluto però differenziare questa figura da tutte le altre, introducendo una creatura che, nonostante gli esseri umani rappresentino comunque la sua fonte di nutrimento, concede loro in cambio del sangue qualcosa di sublime e, nel contempo, essendo cosciente della sua natura letale, cerca in ogni modo di allontanarli. Inoltre, l’altra novità è costituita dalla mortalità naturale di Sabry, che la spinge a cercare di trovare un senso alla sua vita

Quanto è importante per te scrivere e cosa provi nel farlo?

Ho sempre visto nella scrittura un modo per trasmettere un messaggio per il lettore che lo aiuti a riflettere su aspetti concreti della vita, la propria o quella delle persone che lo circondano. In tutto ciò che scrivo c’è una parte di me, un pezzo della mia vita, della mia esistenza, delle emozioni che ho provato e che mi sono state trasmesse dalle mie esperienze o dalle persone che ho conosciuto. Pertanto quando scrivo è un po’ come se cercassi di raccontare me stesso al lettore, usando l’espediente di una trama fantastica, regalandogli emozioni concrete (proprio perché vissute in prima persona) per poi lasciarlo con degli spunti di riflessione che non lo lascino indifferente, ma che lo facciano sentire parte della storia.

Qual è stata la tua esperienza di autopubblicazione?

Considerando che si tratta della mia prima esperienza, posso sinceramente ritenermi soddisfatto. Badate bene: non sto parlando del successo nelle vendite.                                                           Se uno scrittore esordiente parte con questo obbiettivo rimarrà sicuramente deluso. Ma se per contro parliamo di prime impressioni sui lettori, allora ho già ottenuto un risultato più che soddisfacente. Considerando che il libro è stato pubblicato il 6 Giugno, avere già nove giudizi positivi tra recensioni e commenti (sei nella pagina di pubblicazione dell’opera sul sito “Il Mio Libro”, due nel mio blog e una sul sito laFeltrinelli) e, tengo a precisarlo, non di amici, ma di persone che mi conoscono solo in foto, costituisce già per me un successo inaspettato, considerando che la mia opera non è stata supervisionata da un editor.

•        Quali sono i tuoi progetti futuri? Al momento stai lavorando ad altri libri o racconti?

Certamente. Al momento sto lavorando al mio primo romanzo breve dal titolo SENZA SOSTANZE. L’idea è nata, come tutto ciò che scrivo, da un’esperienza di vita vissuta. Uno dei miei migliori amici (l’autore della copertina de IL SOSPIRO DEL MISTERO) lavora come operatore presso una comunità di recupero per tossicodipendenti di Modena e spesso mi ha parlato di come il problema maggiore per il recupero di queste persone sia la ricaduta dopo la dimissione dalla struttura. Nel mio romanzo i tre protagonisti sono appunto tre tossicomani che, dopo svariati e infruttuosi tentativi, decidono di provare una terapia neurofarmacologica sperimentale praticata in una clinica privata fuori Milano. L’obbiettivo di questa nuova cura è proprio quello di aiutarli a non ricadere nella droga, basandosi su una delle emozioni chiave della sopravvivenza: la paura. I tre terminano il ciclo terapeutico, ma non avendo delle reali motivazioni per cambiare la propria vita, finiscono per ricadere con conseguenze…che non vi posso anticipare.

Per concludere, puoi lasciarci i link alle tue pagine social, cosicché i lettori possano conoscerti meglio e contattarti?

Il mio blog, dove è anche possibile leggere la versione integrale di tre dei racconti dell’antologia IL SOSPIRO DEL MISTERO è: BLOG

La mia mail: Cristiano Venturelli

La mia pagina Facebook: Cristiano Venturelli (Cristian)

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