Intervista ad Anthony Cristel

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Ciao Anthony! Benvenuto su Fantasie su carta. Prima di tutto, presentati ai lettori del blog.

Buongiorno a tutti voi, amici di “Fantasie su carta”.

Mi chiamo Antonio Marcello, in arte Anthony Cristel, uno pseudonimo da me creato per entrare nel mondo della letteratura, uno pseudonimo nato dall’amore per i miti epici e cavallereschi anglosassoni (Anthony) e per quello dei miei cari (Cri-stina e Ste-fano).

Sono nato il 3 gennaio (guarda caso lo stesso giorno di un certo Tolkien…) del 1979 a Como (CO) e, d’altronde, non poteva essere che così, sono uno scrittore di romanzi Fantasy.

La mia passione per questo mondo fantastico in realtà non nasce grazie a quello che reputo il cardine della letteratura fantasy, ma nasce ben prima che conoscessi la Saga di Tolkien (Il Silmarillon, Lo Hobbit e Il Signore degli anelli).

Infatti, questa mia passione si accende sin dai tempi delle scuole medie, quando cominciai a conoscere il mondo dei giochi di ruolo, dei librigame e dei giochi in scatola.

Da qui, lentamente come un onda che cresce man mano si avvicina alla riva, questa passione è cresciuta sempre di più, sempre più prepotente e, viverla solo come un gioco era diventato troppo poco rispetto a ciò che nella mia mente si trasformava in un mondo dalle mille sfaccettature, dai mille luoghi e personaggi.

E così decisi di cimentarmi nel trasformare quel sogno, quelle immagini che la notte scorrevano nella mia mente come un film in inchiostro e pagine, in quello che poi è diventato il mio biglietto da visita per gli amanti del mondo del Fantasy, la Saga de “La corona di sangue”.

 

Da quando scrivi e cosa provi mentre lo fai?

L’inizio della mia storia da scrittore risale a quando avevo 18 anni. La prima stesura del primo capitolo della Saga, infatti, risale a quel periodo della mia vita ma, per varie vicissitudini familiari, non venne subito alla luce, rimase nel cassetto per diversi anni finché, nel 2012, decisi che quel sogno doveva diventare realtà e, soprattutto, trovare un seguito a quel capitolo, il “Libro bianco”, l’inizio del viaggio degli eroi che vivevano tra quelle pagine imbrattate d’inchiostro

Sì, era indispensabile completare e pubblicare il “Libro bianco” perché nella mia mente, la Saga procedeva, i protagonisti crescevano e vivevano le loro vite, diventavano sempre più potenti e, nei miei sogni, cercavano sempre più spazio… era un po’ come se fossero loro stessi a chiedermi di venire alla luce!

E così, dopo aver revisionato e pubblicato il primo capitolo, il secondo libro, quello che conclude la Saga, il “Libro nero”, in meno di un anno è stato completato: è stato come se le parole si tramutassero in inchiostro da sole, come se ogni capitolo si scrivesse da solo, e io stesso mi accorgevo che il mio modo di scrivere, di narrare e di descrivere i fatti e i protagonisti era molto più disinvolto, più facile da leggere e, più i capitoli giungevano al termine, più mi sentivo felice, o affranto, o curioso di sapere come la storia andasse a finire in base a ciò che il capitolo stesso terminato raccontasse. Mi sentivo parte integrante della storia!

 

Raccontaci di un particolare che secondo te distingue il tuo romanzo da quello degli altri autori.

Premesso che sono dell’idea che ogni romanzo è già speciale perché un romanzo (parlo di opere di un certo spessore, dove l’autore ha veramente speso tempo e anima nella sua creazione) non è altro che lo specchio dell’anima dello scrittore e pertanto merita sempre tutto il mio rispetto, in ogni caso.

Detto questo e riferendomi a ciò che affermavo nella risposta precedente, considero “La corona di sangue” un opera speciale e unica, questo perché il romanzo narra un “viaggio”, un percorso che i protagonisti devono compiere (come quello della vita di ciascuno di noi), tra incontri, amori, sconfitte e perdite.

E in questo percorso i protagonisti (che in alcuni casi sono persone normali, in altri casi sono invece già eroi potenti) che sono persone speciali, ciascuna a suo modo (proprio come ognuno di noi lo è nella vita reale), devono unirsi e combattere fianco a fianco, nonostante le loro diversità e sacrificarsi gli uni per gli altri affinché la missione abbia successo.

Il fatto che poi, i vari protagonisti siano guerrieri umani coraggiosi e pronti ad affrontare qualsiasi nemico, chierici dagli ideali puri e incorruttibili, nani cocciuti ma indomiti, elfi affascinanti e dai poteri ineguagliabili, marinai eccentrici ma simpatici e dal cuore limpido come il mare, o da creature schive rettiliformi che difendono i propri compagni come fossero fratelli, fa sì che ciascun lettore possa calarsi in chi tra essi rispecchia meglio il proprio essere.

Ed è proprio questa, infatti, la peculiarità, l’arma vincente de “La corona di sangue”: riuscire a trasportare il lettore accanto al proprio eroe preferito, farlo sentire veramente al suo fianco, nei momenti di dolore e in quelli ricchi di tensione, brandire insieme a lui le armi ed affrontare i nemici che si parano dinnanzi alla meta ambita, piangere con lui nei momenti di tristezza e di sconfitta, e infine gioire insieme nel momento della vittoria.

Hai sempre amato il genere fantasy? E perché credi ti appassioni tanto?

La mia passione per il mondo del fantastico, come già dicevo prima, risale sin dalle scuole medie, quando ero un grandissimo appassionato della mitologia greca e della letteratura cavalleresca medievale.

Proprio durante i periodi scolastici, mi sono innamorato di quello che reputo il fantasy per eccellenza, un capolavoro di smisurata bellezza, scritto dal Sommo Poeta, e cioè la Divina Commedia. Sì, perché il mondo creato da Dante, in capacità descrittiva e particolareggiata sia dei luoghi, sia dei personaggi, proietta il lettore anima e corpo insieme al protagonista, facendogli vivere, quasi in prima persona la narrazione.

Questo, infatti, deve essere il vero significato del genere letterario “fantasy”!

Ci troviamo in un mondo e in un periodo storico in cui tutto ci sembra negativo, come se fossimo circondati dalle orde del Male, un po’ come accade nelle Terre Bianche, e leggere, viaggiare con la fantasia in mondi e tempi distanti e differenti, diventa un po’ come evadere, scappare da un mondo che ci stritola tra le sue insicurezze, le sue paure e i suoi problemi, e ci fa sentire piccoli e inutili.

Invece, in quei mondi fantastici, in quei luoghi dove solo noi possiamo viaggiare e rifugiarci, diventiamo noi i veri protagonisti, diventiamo noi gli eroi del tempo. E questo viaggio, leggendo, nonostante per molti altri che ci stanno intorno potrebbe sembrare inutile, sciocco o perfino una perdita di tempo, ci arricchisce, ci ricarica, ci rende più forti, come se quelle virtù, quelle armature, quelle spade potessimo indossarle e brandirle anche nella realtà e, in questo modo, poter affrontare di nuovo le difficoltà della vita quotidiana, con più forza e coraggio.

E questa evasione, questo fuggire dalla realtà, ci rende liberi e felici… Si, felici! E mi piace fare questo esempio per farvi capire questa affermazione: in un carcere, in una prigione, quando accade un’evasione, quando ormai il carcerato è fuggito e non se ne ha più traccia, chi è triste e chi invece è felice? L’unico triste ed arrabbiato, è il carceriere perché non è riuscito a tenere sotto il proprio potere il carcerato mentre, chi si sente libero, rinato e felice è solo l’evaso… Quindi? Leggere ci rende liberi, ci fa rinascere e ci rende più leggeri, più felici… Pertanto, auguro buona lettura a tutti!

Come hai trovato la casa editrice adatta a te? Sei contento/a dei risultati ottenuti o, tornando indietro, sceglieresti un’altra strada?

Per la pubblicazione dei miei romanzi, la scelta iniziale è avvenuta un po’ per caso.

Ho infatti trasmesso il mio romanzo a diverse Case Editrici generaliste, trovate in internet, per saggiare la risposta editoriale alla mia opera e, devo esser sincero, il primo impatto è stato molto positivo.

Infatti, quasi tutte mi hanno risposto in tempi accettabili (per la più lunga ho dovuto attendere circa due mesi) ma le loro proposte editoriali sono state tra le più disparate: dalla CE che avrebbe stampato pari-pari il mio manoscritto chiedendomi il contributo per la stampa (più che Casa Editrice direi stampatrice!), a quella invece che avrebbe pubblicato l’opera, prendendosi in carico l’onere dell’editing, della stampa, della pubblicità, chiedendomi però un contributo iniziale cospicuo.

Dopo aver valutato le varie proposte, alla fine ho scelto quella che più mi sembrava adatta alle mie richieste e cioè quella di pubblicare l’opera con il solo obbligo di acquisto di un certo numero di copie a prezzo molto inferiore di quello di copertina (considerando che per le prime presentazioni, per qualche regalo a amici e parenti un certo numero di copie mi avrebbe comunque fatto comodo, ho considerato fosse l’offerta più conveniente).

Oggi, se devo esser sincero, probabilmente prenderei un’altra strada, trasmettendo l’opera a Case Editrici di genere, specifiche per il mondo del fantastico o che comunque si occupino sia della pubblicazione, sia della promozione perché, purtroppo, per il lavoro e la famiglia che cresce, il tempo da dedicare alla “autopromozione”, diventa sempre meno.

Qual è il personaggio a cui sei più legato o quello che ti piacerebbe conoscere di persona?

Non posso dire che tra tutti i personaggi della Saga, c’è ne sia uno più privilegiato perché ognuno di essi rappresenta una virtù, una caratteristica particolare. Infatti, è proprio grazie a quell’unica capacità che ciascuno di loro possiede, è stato scelto per compiere questo pericoloso viaggio.

Ogni personaggio, infatti, impersona una speciale virtù, a partire dal più pragmatico e imperioso Vanderlas, passando per il coraggioso ma irruente Tengor, dal buono e generoso Mogal, fino allo schivo ma sempre pronto a difendere i propri amici Rus-Dak, anche a costo della propria vita.

Virtù che però, prese singolarmente, non potrebbero certo cambiare le sorti della battaglia ma, unite per un obbiettivo comune, possono riuscire a modificare il destino che sembra già scritto!

Ognuno di essi, infatti, è importante per le sorti del Mondo, ciascuno di essi nel romanzo verrà messo di fronte a scelte che potranno compromettere le sorti dei popoli liberi, e saranno proprio le loro scelte che faranno pendere l’ago della bilancia verso la vittoria del Bene o del Male.

E sono proprio queste caratteristiche uniche che rendono ciascuno di loro speciale, soprattutto per me, perché ognuno di essi è come se fosse una piccola sfaccettatura del mio animo, del mio spirito, del mio modo di vedere e di affrontare la vita.

Certo, se però potessi scegliere di conoscere personalmente uno dei miei personaggi, vedere di persona Lailan, la magnifica Regina Oscura potrebbe essere molto, molto “elettrizzante” ma, in realtà, penso che alla fine sceglierei di passare una serata in compagnia di Vanderlas, il Signore degli Elfi, facendomi raccontare la bellezza delle isole dell’Ovest, gli avvenimenti dei tempi antichi e delle battaglie passate (e future)!

Chi è stata la prima persona a cui hai fatto leggere il tuo romanzo?

La prima persona che ha letto il mio primo romanzo, il “Libro bianco” è stato un perfetto sconosciuto, di cui tutt’ora non conosco neppure il nome.

Infatti, prima di affidarmi alla mia Casa Editrice, avevo messo in vendita il mio romanzo on-line e, una persona ha acquistato il mio romanzo e, successivamente, dopo averlo letto, mi ha lasciato un commento nella mia bacheca personale (per me un ricordo indelebile e memorabile) che mi ha riempito di orgoglio e voglia di continuare nel mio progetto, affermando che «…le descrizioni dei luoghi trasportano davvero il lettore accanto ai personaggi…« e che «…attendo con ansia e trepidazione di conoscere le sorti dei protagonisti…». Beh, questa è forse stata una delle soddisfazioni più belle che ho ricevuto perché, per quanto mi riguarda, scrivere è un po’ come cercare di donare agli altri un proprio sogno, le proprie emozioni, i propri sentimenti, e riuscire a toccare anche solo per un istante il cuore e l’animo di un perfetto sconosciuto è la miglior ricompensa che si possa ricevere!

Offrire la propria opera agli altri rappresenta sempre un rischio. Provi mai il timore che qualcuno possa fraintendere una tua idea o non apprezzare un particolare?

Purtroppo anche questo fa parte del gioco! A volte, per il genere letterario o per il modo in cui si scrive, non si riesce a toccare le corde giuste del lettore, mentre dall’altra parte si fa presto a criticare e denigrare il romanzo, d’altronde per chi ha speso dei soldi, non conta il sacrificio e il tempo che dall’altra parte si possono esser spesi, conta solo il fatto di aver gettato nel macero del denaro.

Personalmente, anche a me è accaduta la medesima cosa: una persona ha letto il mio secondo romanzo (ahimè, senza leggere neppure il primo…) giungendo a conclusioni sommarie e non del tutto positive. Premesso che una critica deve esser comunque accettata, positiva o negativa che essa sia, ho letto e cercato di comprendere le critiche ma, già alla premessa della recensione negativa («…non sono un amante del genere fantasy…») mi sono messo il cuore in pace, chinando il capo e rattristandomi.

Da altri ho ricevuto ad esempio la critica che, nel primo capitolo non vi fosse presente un po’ di amore e sesso… inutile cercare di spiegare che il primo capitolo è comunque una presentazione del mondo e dei personaggi in cui la storia si svolge ma, dagli elogi ricevuti dalle medesime persone dopo la lettura del secondo libro (dove invece sono presenti diverse storie di amore e donne sensuali ed affascinanti), ho capito che purtroppo, per il successo occorre sempre e comunque giungere a compromessi, soprattutto nel mondo della letteratura.

Quanto credi che sia importante la copertina di un libro? E la tua come è stata ideata e realizzata?

La copertina purtroppo è un po’ come il “Cavallo di Troia” per l’autore. Spesso un lettore viene affascinato più dalle immagini rappresentate che dalla storia raccontata. Non per criticare né gli altri autori, né per sminuire i lettori stessi, ma spesso mi accade di vedere (in fiere ed eventi a cui mi capita spesso di partecipare) le persone attratte più da libricini di un centinaio di pagine su cui è stampata un’immagine di una donna seminuda, ammiccante o in atti accattivanti e ambigui senza magari neppure prendere in mano e sfogliare un romanzo di qualche centinaio di pagine dalla copertina più semplice e meno intrigante.

Io sono dell’idea che un libro sia un po’ come un profumo: per capire se piace occorre prima aprirlo, annusarlo e gustane la fragranza, non fermandosi alla scatola o al colore dell’ampolla che lo contiene. La medesima cosa vale per un libro, perché occorre aprirlo, leggere qualche paragrafo, scoprire la trama e vedere se, anche solo in quel primo incontro, è scattata quella sensazione di dire: “Questo voglio proprio leggerlo!”

Relativamente alle copertine dei miei romanzi, per il “Libro bianco”, trattandosi di un libro introduttivo, che descrive i luoghi e i personaggi in cui la storia si svolge, per l’appunto le Terre Bianche, mi occorreva qualcosa che attraesse di colpo lo sguardo del lettore, catapultandolo in quell’immagine molto forte, quasi violenta per la crudeltà ma che contrastasse con il bianco dell’intera copertina (oggi forse se potessi modificarla, la renderei un po’ meno aggressiva, inserendo magari qualche segno più distintivo del mondo fantasy…). Per la realizzazione mi ha aiutato mio fratello.

Per il “Libro nero”, svolgendosi invece la storia in un atmosfera più lugubre e in terre malvagie, in cui le orde del Male hanno ormai preso il sopravvento sui Regni degli Uomini, dei Nani e dei Giganti, mi sono concentrato in due creature (protagoniste di una delle sfide più epiche della Saga) che facessero ben risaltare la contrapposizione tra Bene e Male, le due creature che più simboleggiano proprio quello che poi alla fine sarà il vero tema della narrazione, l’eterna lotta tra Luce e Oscurità. In questo caso invece è stato mio cognato ad aiutarmi nella realizzazione.

Per finire, parlaci dei tuoi progetti futuri e indica ai lettori il link che possono utilizzare per seguirti e contattarti.

Quello che ho davanti è un progetto molto ambizioso. Al termine della Saga de “La corona di sangue”, ciascun protagonista riprende la sua strada, tornando verso la propria casa salutando i compagni dell’avventura.

Ebbene, ciascuno di essi, con il suo modo di essere, con il suo carattere e con la sua storia alle spalle, diventerà il protagonista di romanzi dallo stile e dalla trama totalmente diverso!

Ci sarà infatti il romanzo dalle sfaccettature più cupe e misteriose, dove i protagonisti dovranno affrontare i propri demoni e malvagi, tra enigmi e crudeltà; ci sarà un romanzo più investigativo, tra trame di palazzo e inganni per il potere; ci sarà l’avventuroso dove i protagonisti dovranno affrontare labirinti e mostri per distruggere le ultime forze del male ancora rimaste nelle Terre Bianche; ci sarà anche un libro a tinte rosa, dove l’amore di due amanti sarà il cardine della narrazione; e in fine ci sarà un romanzo dedicato ad uno dei protagonisti malvagi sopravvissuti, per prendersi di nuovo un regno perduto e ricostruire un esercito tale da minacciare nuovamente le Terre Bianche (per la cronaca sono già in corso di stesura quattro di questi, di cui uno è già giunto ben oltre la metà!).

Tutti i protagonisti, alla fine avranno un unico punto di incontro, un luogo in cui tutti si ritroveranno per unirsi e combattere di nuovo fianco a fianco in una guerra tra il Bene e il Male.

Questa è la mia pagina facebook personale dove potrete trovare nuovi aggiornamenti e dove verranno comunicati eventi e pubblicazioni:

Anthony Cristel

A questi indirizzi avrete la possibilità di aver notizie e leggere uno stralcio del primo capitolo della Saga:

Scheda del primo capitolo della saga

Link Amazon-La corona di sangue

E infine l’indirizzo dove avrete la possibilità di aver notizie e leggere uno stralcio dell secondo capitolo della Saga:

Scheda del secondo capitolo della saga

Link Amazon-Il libro nero

Sperando di non avervi tediato troppo, concludo dicendo che, come avrete ben capito, con i primi due romanzi scoprirete solo la punta di un iceberg, ed è per questo che rinnovo a tutti voi il mio più caloroso benvenuto nella mia fantasia, tra magia e inganni, tra spade e amori perduti, tra demoni e dei… benvenuti nel mio fantastico mondo, il mondo de “La corona di sangue”!

Grazie Anthony e buona fortuna per la tua intrigante saga!

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Micol Giusti
Mi chiamo Micol Giusti e sono una giovane donna appassionata di lettura e di scrittura. Vivo a Massa, in Toscana, e ho una casa ricolma di libri di ogni tipo, anche se i miei preferiti sono quelli di genere fantasy.